Materialismo diacronico e distruttivismo onirico

Partendo dalla considerazione di Popper (Logik der Forschung, 1934, p 23) “Se ignoriamo che cosa pensino gli altri, o che cosa abbiano pensato in passato, la discussione razionale arriva necessariamente a un punto morto…” questo ci proietta con inevitabilità logica a considerare la “Chicago school of economics” come un sottoprodotto empiriocriticista del mutare incessante del tempo logico-induttivista, anche tenendo presente le rappresentazioni esoteriche dei maestri di Gottinga. Detto questo il passo per un’applicazione sociale della stessa è breve. Come giustamente sottolineano Carnap, Hahn e Neurath in “la concezione scientifica del mondo” (ed. Italiana 1971) : “Quando un mistico afferma esperienze oltrepassanti tutti i concetti non è possibile contestare la sua pretesa”. Il tempo delle riflessioni blandule e foresi di opinione sta scandendo, lasciando posto a un mondo di fatti Katteliani, cioé di conseguenze nella fase storica che segue il picco di Hubbert con la variante economica Laglacista (La Glace, “l’esperienza induttivo-comportamentale in ambienti non osservabili”, 1986). Come consiglio non posso che ripetere quanto detto da Oriana Fallaci in “un uomo” (p 72): “Il coraggio è fatto di paura”.

Pubblicato in:  on Settembre 26, 2008 at 6:27 pm Lascia un Commento
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Pillole Chomskiane

Vi propongo due domande, con relative risposte, poste a Noam Chomsky durante alcune conferenze. I brani sono tratti dal libro “Capire il potere”.

una donna: dove sta il trucco per non mollare? Perché mi sembra che tanta gente abbia bisogno di un trucco del genere.

risposta: Il trucco sta nel non restare isolati. Se sei isolato, come Winston Smith in 1984, prima o poi crolli come lui. Era questo il senso del romanzo di Orwell. In effetti la storia del controllo delle masse è tutta qui: tenere isolata la gente, perché se la isoli abbastanza puoi farle ingoiare di tutto. Ma quando la gente si unisce tutto è possibile.

Dunque, se chiedete cosa bisognerebbe fare, vi rispondo che qualsiasi persona sana di mente, guardandosi intorno, troverebbe qualcosa da fare. Basta fare due passi per strada per trovare un sacco di cose che si potrebbero fare. Cominciamo da lì. Solo che non si può far nulla da soli. Se uno scende in strada e dice:<<Bisogna fare questo>>, non succede niente. Se invece la gente si organizza per lavorare insieme, allora sì che si ottengono risultati. E non ci sono limiti specifici ai risultati che si possono ottenere.

References:

I brani sono tratti dal libro : Capire il potere, Noam Chomsky, Saggi NET, 2007

pagina di wikipedia su Noam Chomsky: http://it.wikipedia.org/wiki/Chomsky

Pubblicato in:  on Settembre 1, 2008 at 2:59 pm Lascia un Commento
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