Nodi di R.D.Laing: una selezione

1

In lui ci dev’essere qualcosa che non va

perché non agirebbe come fa

se così non fosse

quindi agisce come fa

perché in lui c’è qualcosa che non va

 

 

Non crede che in lui ci sia qualcosa che non va

perché

in lui una delle cose

che non va

è il fatto che non creda che in lui ci sia

qualcosa che non va

quindi

dobbiamo aiutarlo a rendersene conto,

il fatto che non creda che in lui

ci sia qualcosa che non va

è in lui una delle cose

che non va.

 

 

in lui c’è qualcosa che non va

perché crede

che in noi ci sia qualcosa che non va

per il fatto che cerchiamo di aiutarlo a vedere

che ci dev’essere qualcosa in lui che non va

a credere che ci sia qualcosa in noi che non va

per il fatto che cerchiamo di aiutarlo a vedere che

lo stiamo aiutando

a vedere che

non lo stiamo perseguitando

aiutandolo

a vedere che non lo stiamo perseguitando

aiutandolo

a vedere che

si rifiuta di vedere

che c’è qualcosa in lui

che non va

a non vedere che c’è qualcosa in lui

che non va

a non esserci riconoscente

almeno del nostro cercare di aiutarlo

a vedere che c’è qualcosa in lui

che non va

nel non vedere che ci dev’essere qualcosa

in lui che non va

nel non vedere che ci dev’essere qualcosa

in lui che non va

nel non vedere che c’è qualcosa in lui

che non va

nel non vedere che c’è qualcosa in lui

che non va

a non essere riconoscente

che non abbiamo mai cercato di far sì

che si sentisse riconoscente

2

ferisce Giovanni

pensare

che Maria pensi che lui la ferisca

col sentirsi (lui) ferito

a pensare

che lei pensi che lui la ferisca

facendola sentire colpevole

nel ferirlo

pensando (lei)

che lui la ferisca

con l’essere (lui) ferito

a pensare

che lei pensi che lui la ferisca

per il fatto che

da capo sine fine

3

MARIA Sono turbata che tu sia turbato

GIOVANNI Non sono turbato

MARIA Sono turbata che tu non sia turbato del fatto

che io sia turbata che tu sia turbato

GIOVANNI Sono turbato che tu sia turbata del fatto che

io non sia turbato che tu sia turbata del fatto

che io sia turbato

quando non lo sono

 

 

MARIA Mi metti dalla parte del torto

GIOVANNI Non ti metto dalla parte del torto

MARIA Mi metti dalla parte del torto perché penso

che tu

mi metti dalla parte del torto

GIOVANNI Perdonami

MARIA No

GIOVANNI Non ti perdonerò mai di non avermi

perdonato

References:

Nodi, di R.D.Laing, Einaudi edizioni 1978

Pubblicato in:  on Novembre 25, 2009 at 6:49 pm Lascia un Commento
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Due poesie di Kavafis: Termopili e Itaca

Termopili

Onore a quanti nella propria vita
si proposero la difesa di Termopili.
Mai allontanandosi dal dovere;
giusti e retti in tutte le azioni,
con dolore perfino e compassione;
generosi se ricchi e, se poveri,
anche nel poco generosi,
pronti all’aiuto per quanto possono;
sempre con parole di verità
ma senza odio per chi mente.

E ancora maggiore onore è loro dovuto
se prevedono (e molti lo prevedono)
che alla fine apparirà un Efialte
e i Medi infine passeranno.

Itaca

Quando ti metti in viaggio per Itaca,
devi augurarti che sia lunga la strada,
ricca di avventure e conoscenze.
I Lestrigoni e i Ciclopi,
l’ira di Poseidone non temere,
mai li incontrerai sul tuo cammino
se il pensiero è alto, se nobile
il sentimento che ispira il corpo e lo spirito.
I Lestrigoni e i Ciclopi,
il feroce Poseidone non li incontrerai,
se non li porti dentro l’anima,
se l’anima non te li alza contro.

Devi augurarti che sia lunga la strada
e molti i mattini d’estate
quando – con gioia e piacere -
approderai in porti mai visti
e ti fermerai negli empori fenici
a comprare fine mercanzia:
madreperle e coralli, ambra e ebano,
ogni genere di profumi sensuali,
quanti più puoi, profumi sensuali.
Va’ in molte città dell’Egitto
a imparare e imparare dai sapienti.

Non dimenticarti mai di Itaca.
Raggiungerla è la tua meta.
Ma non affrettare il viaggio.
Meglio che duri molti anni
e, vecchio ormai, tu approdi nell’isola,
ricco di quanto ti ha dato il viaggio,
senza pensare che Itaca ti dia ricchezze.

Itaca ti ha dato il bel viaggio.
Senza di lei non ti avventuravi.
Non ha altro da darti.

E se la trovi povera, Itaca non ti ha ingannato.
Ormai saggio, ricco di esperienze,
avrai capito quel che significa un’Itaca.

References:

traduzioni tratte dal libro “Poesie d’amore e della memoria” di Kostandinos Kavafis, a cura di Paola Maria Minucci, Newton Compton Editori 2006

Pubblicato in:  on Novembre 8, 2009 at 5:57 pm Lascia un Commento
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Kung Fu Panda: riflessioni filosofiche

Ci sono due cose che ho personalmente notato nella visione del film: Uno è quando il maestro tartaruga dice a Po  “Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente”; e l’altro è quando si scopre che la pergamena del drago è vuota (spero che nessuno che deve ancora vederlo stia leggendo, se c’è scusate dell’anticipazione!).  Sono concetti e valori semplici,  ma che dovrebbero avere una grande importanza per tutti.  Se tutti riuscissimo ad apprezzare il presente in maniera genuina e piena, ricordandoci sempre che è un dono,  per qualcuno sarebbe un cambiamento radicale (in positivo) della propria vita. E non solo la vita è un dono in sè,  ma ognugno dovrebbe fare della propria vita un dono, dare tutto sè stesso, solo così si può VIVERE. A compendio di questo è proprio la seconda “citazione”, il fatto che la marcia in più, l’ingrediente segreto, non è un qualcosa da cercare in giro, è già dentro di te, sei tu stesso. Che la tua vita sia tronfante o una tragedia, spetta in massima parte a te. E’ chiaro che la realtà materiale non è proprio così, e ci sono persone che per quanto facciano gli dirà sempre più male di altre (sempre per la storia che “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale”); però se non si ha questo atteggiamento positivo non si potrà veramente fare e ottenere nulla.

References:

citazioni dal film: http://it.wikiquote.org/wiki/Kung_Fu_Panda

recensione del film su mymovies.it: http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44470

Pubblicato in:  on Dicembre 8, 2008 at 7:44 pm Commenti (1)
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This is the end

This is the end

Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

  • 6 ottobre 2008: S&P mib -8,23%
  • oltre 95000 civili morti in iraq dall’inizio delle ostilità

  • migliaia di apparizioni su tutti i telegiornali del delitto di Cogne, altrettante sui giornali. Oltre 8 libri monografici pubblicati sull’argomento.
  • 3 milioni di consumatori abituali di cocaina in Italia nel 2007

This is the end

Pubblicato in:  on Ottobre 19, 2008 at 8:20 pm Lascia un Commento
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Probabilità e Statistica: esempi ingannevoli

Propongo un semplice parallelo

  1. Siamo in una strada e ci viene detto che tra poco passerà un senatore, qual’è la probabilità che questo senatore sia un uomo? Nella XVI legislatura (quella in vigore dal 29 aprile 2008) ci sono 267 uomini e 58 donne. Con  facili calcoli di deduce che la probabilità che sia un maschio è l’ 82,15% (fonte senato.it)
  2. Siamo sempre nella stessa strada e ci viene detto che sta per passare un uomo, qual’è la probabilità che sia un senatore? In base al 14esimo censimento (del 2001) ci sono in Italia 27.617.335 di uomini e dal punto precedente sappiamo che ci sono 267 senatori uomini. La probabilità che l’uomo che sta per passare sia un senatore è lo  0.00096%

l’altro esempio è il seguente:

  1. Qual’è la probabilità che una persona che consuma eroina abitualmente (almeno una volta ogni trenta giorni) abbia fumato cannabis? Possiamo approssimare al 100% questa probabilità, in linea di massima praticamente tutte le suddette persone hanno prima fumato cannabis e dopo sono approdati ell’eroina.
  2. Qual’è la probabilità che una persona che abbia fumato cannabis nella vita, diventi un consumatore di eroina? ricavando i dati dalla “Relazione annuale al parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia 2007″ (fonte istituto superiore di sanità) oltre un terzo della popolazione italiana ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e lo 0,2% della popolazione è un consumatore abituale di eroina. In definitiva, la probabilità che un fumatore di cannabis diventi un consumatore di eroina è lo 0,58%. Una probabilità molto bassa

Il fatto che le persone spesso associno la cannabis come primo passo per le droghe pesanti è il classico esempio di errata inferenza bayesiana. Nessuno metterebbe in dubbio che l’essere uomo non implica assolutamente il diventare senatore, ma lo stesso esempio simile sulle droghe lo trovano plausibile. Sicuramente, con i dati alla mano, si potrebbe trovare che ci sia la stessa probabilità di diventare eroinomani anche nell’aver mangiato una gomma da piccolo, nell’aver messo i pannolini pampers o nell’essere andato in montagna. Ma il punto qual’è? E’ che se un fatto ne implica un altro, il viceversa non è sempre vero, anzi. Molto più probabilmente la decisione di “andare” sulle droghe pesanti è da ricercarsi in fattori sociali-psicologici piuttosto che nell’uso della cannabis. Vietare l’uso di cannabis perché si può incorrere nella dipendenza da droghe pesanti è come vietare di guidare perché si rischia di morire in un incidente o di nuotare perché si rischia di morire affogati. Non è il “saper nuotare” che ti fa affogare, come non è la “cannabis” che ti fa diventare eroinomane. O almeno questo non si può logicamente affermare sulla base dei dati conosciuti al riguardo.

Riferimenti:

Inferenza Bayesiana su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Inferenza_bayesiana

Il precedente scritto è ispirato a un esempio dato in classe dal prof. Romano Scozzafava.

Pillole Chomskiane

Vi propongo due domande, con relative risposte, poste a Noam Chomsky durante alcune conferenze. I brani sono tratti dal libro “Capire il potere”.

una donna: dove sta il trucco per non mollare? Perché mi sembra che tanta gente abbia bisogno di un trucco del genere.

risposta: Il trucco sta nel non restare isolati. Se sei isolato, come Winston Smith in 1984, prima o poi crolli come lui. Era questo il senso del romanzo di Orwell. In effetti la storia del controllo delle masse è tutta qui: tenere isolata la gente, perché se la isoli abbastanza puoi farle ingoiare di tutto. Ma quando la gente si unisce tutto è possibile.

Dunque, se chiedete cosa bisognerebbe fare, vi rispondo che qualsiasi persona sana di mente, guardandosi intorno, troverebbe qualcosa da fare. Basta fare due passi per strada per trovare un sacco di cose che si potrebbero fare. Cominciamo da lì. Solo che non si può far nulla da soli. Se uno scende in strada e dice:<<Bisogna fare questo>>, non succede niente. Se invece la gente si organizza per lavorare insieme, allora sì che si ottengono risultati. E non ci sono limiti specifici ai risultati che si possono ottenere.

References:

I brani sono tratti dal libro : Capire il potere, Noam Chomsky, Saggi NET, 2007

pagina di wikipedia su Noam Chomsky: http://it.wikipedia.org/wiki/Chomsky

Pubblicato in:  on Settembre 1, 2008 at 2:59 pm Lascia un Commento
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Intro

Comunicare, letteralmente render comune, tra chi vuole esprimere qualcosa e i suoi interlocutori. Siamo tutti desiderosi di esprimerci, e per farlo abbiamo svariate metodologie: di persona, per telefono, scrivendo un libro, su un giornale, alla radio, in tv, su internet, tramite una lettera, cartacea e non, tramite una canzone, un filmato, un blog. Siamo bombardati di informazioni, per lo più spazzatura, e anche i più accorti di noi che riescono a filtrare la maggior parte del non utile, fa fatica a districarsi. Centinaia di migliaia di persone passano la maggior parte della loro vita lavorativa studiando come attirare l’attenzione delle persone, attirare l’attenzione su un prodotto, su una idea, su dei modelli di vita. Pubblicità, marketing, politica, psicologia. Come può qualche parola scritta da uno sconosciuto, su un blog sconosciuto, essere ascoltata nel marasma che regna sovrano? Qualcuno che non ha intenzione di ingannare il prossimo, ma di esprimersi, e con questo suo esprimersi migliorare il prossimo, e perché no, anche farlo ragionare!

Ma per tanto che sia tetro

l’avvenir, non si va indietro

ma conviensi rassegnare

ad un mondo da rifare

U. Eco

Pubblicato in:  on Maggio 22, 2008 at 5:13 pm Lascia un Commento
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